Salerno e Cilento
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La cucina del Cilento: un patrimonio italiano

Scoprire il Cilento a tavola

La cucina del Cilento: un patrimonio italiano. Tra la Basilicata occidentale e le coste campane della Provincia di Salerno, nella sua parte meridionale, una terra di grande fascino è considerata una delle bellezze paesaggistiche, a ragione, più belle d’Italia, oggi Parco Naturale e Riserva protetta: il Cilento.
Mare incantevole e un comprensorio montano alle spalle di grande bellezza, nel quale domina tutto il landscape il Monte Sella, la riscoperta dei valori tradizionali della cucina locale appartiene a quella fascia di turisti che ricercano quali sono i prodotti tipici italiani: un ghiotto pretesto per viaggiare e conoscere meglio il nostro Paese.

 

La cucina del Cilento

Se al piacere della tavola unite la bellezza paesaggistica, ricordando che il Cilento è mare cristallino, ma anche bellissime valli montane con panorami mozzafiato, capirete per quali motivi questa area geografica campana sul confine calabrese, negli ultimi anni riceve sempre più attenzioni da parte di turisti provenienti da tutte le parti d’Italia e non solo.
Oggi scopriremo il Cilento gastronomico, una cucina tendenzialmente povera nella quale spiccano sapori genuini e ricette rurali.
La sua collocazione costiera però non vi deve trarre in inganno: il Cilento è pesce ma non solo pesce.

L’arte degli alimenti conservati

Una delle maggiori predisposizioni della cucina e delle ricette tipiche dell’area del Cilento è l’antica cultura del cibo conservato, in ogni modo
Frutta, verdure e frutti di mare, nella tradizione locale trovano decine di ricette per conservare i frutti dell’estate, del pescato, dell’autunno, sotto forma di conserve, salse, marinature, marmellate di ogni tipo.
Questi prodotti saranno poi disponibili durante tutto l’inverno, ma la cucina locale li offre anche nelle strutture alberghiere e nei ristoranti (la confettura di albicocca Ievulese è ideale per una colazione sana e gustosa, spalmata sul pane grigliato, sulle fette biscottate, impiegata per crostate dal sapore originale e dal profumo inconfondibile). Tra i conservati sott’olio meritano di essere citate le giardiniere preparate con verdure locali (peperoni, pomodori, cipolle, carote, melanzane etc.) conservate con l’ottimo olio extravergine d’oliva prodotto sulle falde delle colline carezzate dalla brezza marina, un’olio dal profumo unico.

Le ricette della tradizione povera del Cilento

A tavola il Cilento offre la sua antica arte nel preparare piatti tradizionali, un’eredità del passato riscoperta anche nei ristoranti di livello, modificata con piccole aggiustatine moderne per rendere al meglio piatti dal sapore intenso.
Tra queste la regina dei primi piatti è rappresentata dalle Lagane (una sorta di tagliatella più stretta rispetto alle classiche fettuccine) condita con ceci di Cicerale, il prodotto più eccelso nei percorsi slow-food locali, più piccolo e dorato rispetto ad altre varietà, tenero e cremoso al palato; il matrimonio con le Lagane è perfetto.
Un altro formato di pasta unico è il Fusillo di Felitto, particolare tipo di pasta all’uovo (impiegando però nell’impasto la semola di grano duro) lungo e affusolato, arrotolato a mano dalle cuoche locali, forato al centro come una sorta di bucatino, condito con sughi al pomodoro e carne, oppure con il gustosissimo ragù di castrato.
Piatti genuini, in questo caso elaborati nella tradizione artigianale della tradizione delle sfogline di Felitto, piatti che si esaltano se accompagnati da vini come il Piedirosso, il Fiano locale, il Sangiovese del Cilento, oppure la Malvasia, perfetta a fine pasto in uno sposalizio seducente con una fetta di crostata alla crema pasticcera e fichi, la torta più rinomata della zona.